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mercoledì 20 aprile 2011

Voci dall'estero: Che Cosa Significa l'Outlook Negativo di S & P per gli Stati Uniti?

Voci dall'estero: Che Cosa Significa l'Outlook Negativo di S & P per gli Stati Uniti?: "

La 'illogica' tendenziosa delle agenzie di rating vuole che anche gli USA - come già l'Europa - dipendano dal dio mercato.
18 Apr 2011 - di Marshall Auerback, dal Roosevel Institute
La miserabile reputazione e il difetto di logica delle agenzie di rating parla da sé.
Dunque, l'agenzia di rating Standard & Poor's, dopo aver confermato la tripla A, ha rivisto l'outlook degli Stati Uniti da stabile a negativo. Come mai la gente dia ancora credibilità all'organizzazione che ha dato 'tripla A' alla spazzatura tossica dei subprime, va oltre la mia capacità di comprendere. Diamo uno sguardo alla storia: il downgrade del debito non ha avuto nessun impatto sul Giappone, quando Moody's e S & P hanno cercato di tirargli lo stesso scherzo.
Nel novembre 1998, il giorno dopo che il governo giapponese annunciava uno stimolo fiscale su vasta scala per la sua economia in difficoltà, Moody's Investors Service ha iniziato il primo di una serie di declassamenti di titoli denominati in yen del governo giapponese, togliendogli la tripla A. Il successivo importante downgrade di Moody's si è verificato l'8 settembre 2000. Poi, nel dicembre 2001, Moody's ha ulteriormente abbassato il rating delle obbligazioni denominate in yen del governo del Giappone da Aa2 a Aa3. Il 31 maggio 2002, Moody's Investors Service ha tagliato il rating a lungo termine del Giappone di altri due gradi ad A2, inferiore a quello dato a Botswana, Cile e Ungheria. Beh, è passato più di un decennio dopo e tutto ciò non ha avuto alcun verificabile impatto sulla capacità del Giappone di prendere a prestito al tasso imposto dalla Banca del Giappone, NON dalle agenzie di rating o 'vigilantes del mercato obbligazionario'.
Come ha osservato l'economista Bill Mitchell:

'Le agenzie affermano continuamente che stanno fornendo un indicatore della “probabilità che l'emittente vada in default”.... Quindi, benché il debito sovrano sia diverso dalle obbligazioni societarie, le agenzie stanno suggerendo che quando il rapporto debito pubblico/PIL sale, il rischio che il governo diventi insolvente aumenta. La loro logica è che il default segue all'insolvenza anche quando il debito sovrano è espresso in valuta del governo stesso. Non ci vuole molto a capire che questa logica non è logica'
Il rating del debito sovrano in base al rischio di default non ha realmente senso. Anche se l'economia del Giappone era in crisi, al tempo, il rischio di default sul debito denominato in yen sovrano era pari a zero, dato che lo yen ha un tasso di cambio fluttuante.
L'unica differenza con la situazione attuale è di tipo politico. Se il governo americano sceglie di non alzare il tetto del debito (di per sé una scelta sbagliata, limite autoimposto che limita l'uso efficace della politica di bilancio), allora questo è un problema. Ma è un problema legale, non un problema funzionale.
Ci sono due considerazioni utilizzate da tutte le agenzie di rating nella determinazione del rating del credito di un governo. Una è la “capacità di pagare” e l'altra la “disponibilità a pagare”. La capacità degli Stati Uniti di effettuare il pagamento tempestivo di $ USA non è mai in questione. La disponibilità a pagare è in dubbio. Pagare è obbligatorio per legge, e tuttavia il non pagare è continuamente e apertamente in discussione come una opzione valida da parte dello stesso legislatore che deve prendere le decisioni. Questo è ciò che sta accadendo oggi.
Il tetto del debito in sè è un idea stupida. Sì, abbiamo un limite di velocità per le auto, ma non decidiamo di bloccare la circolazione dell'auto quando la vettura supera, per dire, 65 miglia all'ora in autostrada. Se lo facessimo, avremmo mucchi di auto accatastate e gravi incidenti. Ma in qualche modo, è così che conduciamo la nostra politica fiscale. E adesso stiamo pagando il prezzo di continuare a sottovalutare l'impatto deflazionistico delle misure di austerità globale. Il percorso dell'austerità, nonostante i tanti argomenti palesemente sbagliati, è dannoso per la nostra fragile economia, come dimostra chiaramente il caso del Regno Unito.